Arco di Traiano
L'Arco di Traiano è il monumento simbolo di Benevento e quasi sempre la prima tappa di chi si chiede cosa vedere a Benevento. Appare in fondo a via Traiano, tra le case del centro storico, e sorprende per le dimensioni: quasi sedici metri di altezza per un solo fornice, rivestito di marmo chiaro e scolpito dalla base all'attico. Avvicinandosi si ha la sensazione di trovarsi davanti a una pagina di storia romana rimasta aperta in mezzo alla città.
L'arco fu innalzato tra il 114 e il 117 d.C. per volontà del Senato e del popolo romano in onore dell'imperatore Traiano, come ricorda l'iscrizione dedicatoria dell'attico. L'occasione fu l'apertura della via Traiana, la strada che da Benevento raggiungeva Brindisi rendendo più rapido il collegamento con i porti dell'Adriatico e con l'Oriente. Il monumento segnava così l'ingresso della città su quella nuova arteria e insieme celebrava il principe che l'aveva voluta.
La parte più affascinante è il programma figurato, uno dei più completi che l'arte romana ci abbia lasciato. Secondo la lettura più accreditata dagli studiosi, i rilievi della facciata rivolta verso la città raccontano l'azione di Traiano in Italia, con le scene dedicate all'assistenza ai bambini poveri, alle distribuzioni ai cittadini e al rapporto con il Senato; quelli della facciata verso la campagna riguardano invece le province, le imprese militari e il legame dell'imperatore con l'esercito. In alto corre il fregio con il corteo trionfale, mentre sotto il fornice si riconoscono la scena del sacrificio e, sulla volta, l'incoronazione dell'imperatore.
Lo stato di conservazione eccezionale non è un caso. Nel medioevo l'arco fu inglobato nella cinta muraria e trasformato in porta della città, conosciuta a lungo come Porta Aurea: diventando parte delle difese urbane si salvò dalle spoliazioni che hanno cancellato tanti monumenti antichi. Oggi il racconto per immagini pensato quasi due millenni fa si legge quasi per intero, dettaglio dopo dettaglio, restando in piedi sul selciato.
Vale la pena girare intorno al monumento con calma, guardarlo prima da lontano per coglierne le proporzioni e poi da vicino per i volti, i panneggi, le armi e gli animali scolpiti; la luce del tardo pomeriggio è la migliore per le fotografie. Dall'Arco di Traiano si prosegue a piedi verso il Duomo, Santa Sofia e il Museo del Sannio: il centro storico di Benevento si attraversa in pochi minuti e permette di mettere in fila, in una sola passeggiata, età romana, longobarda e barocca.
L'arco fu innalzato tra il 114 e il 117 d.C. per volontà del Senato e del popolo romano in onore dell'imperatore Traiano, come ricorda l'iscrizione dedicatoria dell'attico. L'occasione fu l'apertura della via Traiana, la strada che da Benevento raggiungeva Brindisi rendendo più rapido il collegamento con i porti dell'Adriatico e con l'Oriente. Il monumento segnava così l'ingresso della città su quella nuova arteria e insieme celebrava il principe che l'aveva voluta.
La parte più affascinante è il programma figurato, uno dei più completi che l'arte romana ci abbia lasciato. Secondo la lettura più accreditata dagli studiosi, i rilievi della facciata rivolta verso la città raccontano l'azione di Traiano in Italia, con le scene dedicate all'assistenza ai bambini poveri, alle distribuzioni ai cittadini e al rapporto con il Senato; quelli della facciata verso la campagna riguardano invece le province, le imprese militari e il legame dell'imperatore con l'esercito. In alto corre il fregio con il corteo trionfale, mentre sotto il fornice si riconoscono la scena del sacrificio e, sulla volta, l'incoronazione dell'imperatore.
Lo stato di conservazione eccezionale non è un caso. Nel medioevo l'arco fu inglobato nella cinta muraria e trasformato in porta della città, conosciuta a lungo come Porta Aurea: diventando parte delle difese urbane si salvò dalle spoliazioni che hanno cancellato tanti monumenti antichi. Oggi il racconto per immagini pensato quasi due millenni fa si legge quasi per intero, dettaglio dopo dettaglio, restando in piedi sul selciato.
Vale la pena girare intorno al monumento con calma, guardarlo prima da lontano per coglierne le proporzioni e poi da vicino per i volti, i panneggi, le armi e gli animali scolpiti; la luce del tardo pomeriggio è la migliore per le fotografie. Dall'Arco di Traiano si prosegue a piedi verso il Duomo, Santa Sofia e il Museo del Sannio: il centro storico di Benevento si attraversa in pochi minuti e permette di mettere in fila, in una sola passeggiata, età romana, longobarda e barocca.