Chiesa di Santa Sofia e Chiostro
La Chiesa di Santa Sofia è uno degli edifici più originali dell'alto medioevo europeo e dal 2011 fa parte del patrimonio UNESCO nel sito seriale Longobardi in Italia. I luoghi del potere. Dall'esterno, su piazza Santa Sofia, si nota soprattutto la facciata rimaneggiata in età barocca, nel pieno del centro storico di Benevento; è varcando la porta che si capisce perché questa chiesa sia unica al mondo, con uno spazio raccolto e complesso costruito su una pianta stellata che non somiglia a nessun'altra.
La fondazione si deve ad Arechi II, duca e poi principe di Benevento, intorno al 760, in un momento in cui la città era capitale di un principato longobardo che si voleva erede di Roma e rivale di Bisanzio. Santa Sofia nacque come chiesa del potere e come cuore di un monastero femminile di grande prestigio, e il nome stesso richiamava la celebre Santa Sofia di Costantinopoli. Il terremoto del 1688 la danneggiò gravemente e la ricostruzione le diede forme barocche; i restauri della metà del Novecento hanno riportato in luce l'impianto originario.
All'interno lo sguardo segue un percorso quasi obbligato: sei colonne di reimpiego disegnano un esagono centrale, un secondo anello di pilastri allarga lo spazio e il perimetro si apre in un andamento stellato, con la cupola che chiude il tutto. Il risultato è un gioco di archi che si stringono e si allargano a ogni passo, difficile da fotografare e facile da ricordare. Nelle absidi laterali restano lacerti di affreschi databili tra l'VIII e il IX secolo, tra le testimonianze più importanti della pittura altomedievale in Italia, con le storie di Zaccaria e della Vergine: volti grandi, gesti essenziali, colori ancora sorprendentemente vivi.
Accanto alla chiesa si apre il chiostro del monastero, databile intorno al XII secolo, che da solo giustifica la visita. Le arcate poggiano su colonnine accoppiate e i capitelli sono scolpiti con cavalieri, animali reali e fantastici, scene di caccia e figure mostruose, un repertorio in cui si mescolano memorie longobarde, forme romaniche e suggestioni di gusto islamico. Il chiostro ospita oggi il Museo del Sannio, così che la scoperta delle collezioni cittadine coincide con quella di uno degli angoli più suggestivi della città.
Santa Sofia è il punto fermo di ogni itinerario su cosa vedere a Benevento e si raggiunge in pochi minuti a piedi dal corso principale. Chi vuole costruire una passeggiata coerente può partire dall'Arco di Traiano, fermarsi al Duomo, entrare qui per la chiesa e il chiostro e chiudere con il Museo del Sannio o salire verso la Rocca dei Rettori, seguendo il filo che lega romani, longobardi e città moderna.
La fondazione si deve ad Arechi II, duca e poi principe di Benevento, intorno al 760, in un momento in cui la città era capitale di un principato longobardo che si voleva erede di Roma e rivale di Bisanzio. Santa Sofia nacque come chiesa del potere e come cuore di un monastero femminile di grande prestigio, e il nome stesso richiamava la celebre Santa Sofia di Costantinopoli. Il terremoto del 1688 la danneggiò gravemente e la ricostruzione le diede forme barocche; i restauri della metà del Novecento hanno riportato in luce l'impianto originario.
All'interno lo sguardo segue un percorso quasi obbligato: sei colonne di reimpiego disegnano un esagono centrale, un secondo anello di pilastri allarga lo spazio e il perimetro si apre in un andamento stellato, con la cupola che chiude il tutto. Il risultato è un gioco di archi che si stringono e si allargano a ogni passo, difficile da fotografare e facile da ricordare. Nelle absidi laterali restano lacerti di affreschi databili tra l'VIII e il IX secolo, tra le testimonianze più importanti della pittura altomedievale in Italia, con le storie di Zaccaria e della Vergine: volti grandi, gesti essenziali, colori ancora sorprendentemente vivi.
Accanto alla chiesa si apre il chiostro del monastero, databile intorno al XII secolo, che da solo giustifica la visita. Le arcate poggiano su colonnine accoppiate e i capitelli sono scolpiti con cavalieri, animali reali e fantastici, scene di caccia e figure mostruose, un repertorio in cui si mescolano memorie longobarde, forme romaniche e suggestioni di gusto islamico. Il chiostro ospita oggi il Museo del Sannio, così che la scoperta delle collezioni cittadine coincide con quella di uno degli angoli più suggestivi della città.
Santa Sofia è il punto fermo di ogni itinerario su cosa vedere a Benevento e si raggiunge in pochi minuti a piedi dal corso principale. Chi vuole costruire una passeggiata coerente può partire dall'Arco di Traiano, fermarsi al Duomo, entrare qui per la chiesa e il chiostro e chiudere con il Museo del Sannio o salire verso la Rocca dei Rettori, seguendo il filo che lega romani, longobardi e città moderna.