Museo del Sannio
Il Museo del Sannio è il museo più importante di Benevento e ha una sede che vale già da sola il biglietto: il chiostro medievale del monastero annesso alla Chiesa di Santa Sofia, a due passi dal centro storico di Benevento. Si entra tra colonnine accoppiate e capitelli scolpiti con cavalieri, animali fantastici e scene di caccia, e da lì si passa alle sale che raccontano il territorio dalla preistoria e dal mondo sannitico fino all'arte moderna.
Le raccolte si sono formate a partire dall'Ottocento, riunendo materiali provenienti dagli scavi cittadini, dalle chiese e da collezioni private, e nel tempo sono state ordinate in sezioni distinte. Il percorso permette di capire la lunga storia di una città che è stata centro sannitico, colonia romana di primo piano sulla via Appia, capitale longobarda e poi enclave pontificia, con oggetti che documentano ciascuna di queste stagioni.
La sezione archeologica è il cuore del museo. Accanto ai reperti sanniti e ai materiali romani provenienti dal Teatro Romano e dagli altri monumenti cittadini, spicca il gruppo di sculture legate al tempio di Iside, il santuario di culto egizio eretto a Benevento in età domizianea, alla fine del I secolo d.C. Statue in granito, divinità, sacerdoti, sfingi e un obelisco con iscrizioni geroglifiche compongono uno degli insiemi di arte egizia e egittizzante più significativi conservati in Italia, testimonianza di quanto fossero diffusi i culti orientali nella città antica.
Proseguendo si incontrano le sezioni dedicate al medioevo e all'età moderna, con sculture, epigrafi, monete e ceramiche, e la pinacoteca, che raccoglie dipinti soprattutto di scuola napoletana e meridionale tra il Cinquecento e l'Ottocento. Una sezione storica del museo è ospitata inoltre nella Rocca dei Rettori, con documenti e cimeli legati alle vicende della città: le due sedi si completano e possono essere visitate nella stessa giornata.
Per chi sta pianificando cosa vedere a Benevento, il Museo del Sannio è la tappa che tiene insieme tutte le altre: dopo aver visto l'Arco di Traiano, il Teatro Romano e il Duomo, qui si ritrovano le sculture, le iscrizioni e gli oggetti che quei monumenti hanno restituito, e il racconto della città prende forma. Conviene lasciare tempo anche per il chiostro, che nelle ore di luce radente è uno degli angoli più fotografati della città.
Le raccolte si sono formate a partire dall'Ottocento, riunendo materiali provenienti dagli scavi cittadini, dalle chiese e da collezioni private, e nel tempo sono state ordinate in sezioni distinte. Il percorso permette di capire la lunga storia di una città che è stata centro sannitico, colonia romana di primo piano sulla via Appia, capitale longobarda e poi enclave pontificia, con oggetti che documentano ciascuna di queste stagioni.
La sezione archeologica è il cuore del museo. Accanto ai reperti sanniti e ai materiali romani provenienti dal Teatro Romano e dagli altri monumenti cittadini, spicca il gruppo di sculture legate al tempio di Iside, il santuario di culto egizio eretto a Benevento in età domizianea, alla fine del I secolo d.C. Statue in granito, divinità, sacerdoti, sfingi e un obelisco con iscrizioni geroglifiche compongono uno degli insiemi di arte egizia e egittizzante più significativi conservati in Italia, testimonianza di quanto fossero diffusi i culti orientali nella città antica.
Proseguendo si incontrano le sezioni dedicate al medioevo e all'età moderna, con sculture, epigrafi, monete e ceramiche, e la pinacoteca, che raccoglie dipinti soprattutto di scuola napoletana e meridionale tra il Cinquecento e l'Ottocento. Una sezione storica del museo è ospitata inoltre nella Rocca dei Rettori, con documenti e cimeli legati alle vicende della città: le due sedi si completano e possono essere visitate nella stessa giornata.
Per chi sta pianificando cosa vedere a Benevento, il Museo del Sannio è la tappa che tiene insieme tutte le altre: dopo aver visto l'Arco di Traiano, il Teatro Romano e il Duomo, qui si ritrovano le sculture, le iscrizioni e gli oggetti che quei monumenti hanno restituito, e il racconto della città prende forma. Conviene lasciare tempo anche per il chiostro, che nelle ore di luce radente è uno degli angoli più fotografati della città.