Un piazzale intitolato a Matteotti su Corso Garibaldi: ok della Giunta
L'area tra il Museo Arcos e il verde attraversato da via Stefano Borgia porterà il nome del deputato ucciso nel 1924, senza nome dal 1990 in città.
Benevento tornerà ad avere un luogo pubblico intitolato a Giacomo Matteotti. La Giunta comunale, presieduta dal sindaco Clemente Mastella, ha approvato la delibera che assegna al deputato socialista ucciso nel 1924 il piazzale di Corso Garibaldi compreso tra l'ingresso del Museo Arcos e l'area a verde adiacente, attraversato da via Stefano Borgia.
Si tratta di uno spazio nel cuore del centro storico, che la delibera descrive come contesto di pregevole valore storico, turistico e architettonico. Fino ad oggi quel piazzale non aveva un nome proprio nella toponomastica cittadina.
La decisione ripara una cancellazione avvenuta trentasei anni fa. Il nome di Matteotti era già presente in città: dal dopoguerra era intitolata a lui la piazza prospiciente la chiesa di Santa Sofia, che in precedenza portava il nome di Carlo Maurizio Talleyrand, principe di Benevento. Nel 1990, con una delibera del Consiglio comunale, quella piazza fu ridenominata piazza Santa Sofia e la memoria del deputato uscì dallo stradario. La Giunta scrive ora di avere ritenuto doveroso ripristinarla intitolando un'area pubblica a un personaggio di così elevato spessore istituzionale, politico e umano.
Nel provvedimento la Giunta ricostruisce anche la vicenda storica. "Il 30 maggio 1924, alla Camera dei Deputati, pronunciò un celebre discorso in cui denunciò apertamente le violenze, le illegalità e i brogli elettorali compiuti dai fascisti durante le elezioni di aprile", si legge nel testo, che riporta la frase con cui Matteotti chiuse l'intervento rivolgendosi ai colleghi: "Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me".
Undici giorni dopo, il 10 giugno 1924, il deputato fu rapito a Roma da una squadra fascista e ucciso; il corpo fu ritrovato solo il 16 agosto. Per la Giunta quel delitto "segnò un punto di non ritorno nella storia d'Italia, portando alla definitiva instaurazione della dittatura", mentre la figura di Matteotti resta "un esempio di altissima levatura morale, civile e politica, per il coraggio e la determinazione con i quali si è battuto, fino all'estremo sacrificio, per la tutela dei valori democratici e delle libertà civili".